Annunciazione: sei diventata signorina!

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Queste sono le nostre storie. Le tue, le mie. Quelle di Valentina. Quelle di tutte le collaboratrici di Ciclica.

Cerchiamo di riderci su, per abbattere il muro del tabù e perché chiacchierare di mestruazioni dovrebbe essere normale.

Ho incontrato la mia vicina sulle scale. Abbiamo scambiato i soliti convenevoli, le ho chiesto “tutto bene?” e lei sorridente: “sì, ho una bella novità” dice “la mia Violetta è diventata signorina!”.
Faccio un rapido scan nel cervello: la mia vicina ha due nipoti maschi. Le figlie sono donne adulte, non mi viene in… ommioddio. No.
Il cane.

Mentre sto cercando di capire cosa cavolo dire lei apre la porta ed esce questa batuffola con un pannolino da cui sul retro sbuca la coda. Ha l’aria mesta, povera gioia. La sua padrona l’afferra e urla a un volume indecente “dov’è la mia signorina? Dov’è la mia ssiiiiignoriiiina???

Avete presente quei film in cui un ricordo traumatico affiora al protagonista e lui si immobilizza mentre il mondo intorno si fa sfumato e si sente un suono tipo swooooshhhh? È successo lo stesso a me, in quel preciso istante.

Primi anni Novanta, io, dodici anni, seduta sul wc di casa, guardo le mie mutande, tese tra le ginocchia.

Hanno un’enorme macchia di sangue al centro. Io so che appena chiamerò mia madre si scatenerà una valanga di eventi che non sono ancora pronta ad affrontare, ho ben chiaro tutto. So che cosa mi sta succedendo, ma non so dove siano gli assorbenti e non so se si possono mettere su queste mutande sporche. Ok, lo faccio. La chiamo. Arriva, mi vede, realizza e urla “uiiiiiiiiiiiiiiiiiiii” poi mi abbraccia e poi agita le braccia e poi gira la testa di qua e di là e fa quello che mai avrei pensato avrebbe fatto, ma lo fa.

Chiama mio padre.

Lui accorre ed è felicissimo, si parlano e si accordano per festeggiare e io sono sempre sul cesso con le mutande insanguinate e sto morendo di imbarazzo.

Ma non posso andarmene perché ho bisogno di un dannato assorbente e di biancheria pulita. Mia madre rinsavisce e mi da il conforto che chiedo, mentre papà esce perché davvero festeggeremo e lo sento parlare per le scale e poi in strada. Dice a tutti “è diventata signorina”.
Che imbarazzo, che situazione.

Alle mie amiche non è andata certo meglio.

Una ha dovuto sottoporsi al rito di famiglia, già affrontato dalle sue sorelle.
Ha aspettato il ritorno del padre a casa e l’ha accolto con “Buonasera papà, ben tornato, da oggi hai di fronte a te una signorina”. Ha dovuto pure sorridere.
Un’altra ha dovuto telefonare personalmente alla nonna lontana per avvisarla dell’accaduto, ma la nonna era sorda così ha dovuto gridare nel telefono.

È così importante fare l’Annuncio? Siete diventati tutti l’Arcangelo Gabriele? Ma perché non mettiamo nelle piazze un bel tabellone luminoso che si aggiorna in tempo reale con le neo mestruate del paese?

  • “Maria Caterina, 11 anni, è diventata signorina. Congratulazioni a lei e alla sua famiglia”.
  • “Rossella, 16 anni, è finalmente diventata grande. Meglio tardi che mai, felicitazioni da tutta l’amministrazione comunale”.
  • “Gisella, 10 anni, ringrazia e saluta il paese di Roccomallo per l’affetto dimostrato per il suo menarca”.

Poi qui si scherza e si esagera, ma lo sapete anche voi, vero, che esistono persone che preparano torte a tema mestruazioni per celebrare il momento?

Ragazzine che portano a scuola, non so quanto volontariamente, dolci con assorbenti e tamponi in pasta di zucchero e colorante rosso, feste a sorpresa organizzate da madri esaltate dall’avvenimento, regali.

A nessuno, pare, viene in mente che si ha di fronte una ragazzina il cui corpo sta facendo da qualche tempo delle cose strane, tutte legate alla sfera intima e sessuale, a nessuno viene in mente di dirle che sì, sta diventando grande, ma di andare tranquilla che per diventare grande davvero ci vorrà ancora un po’.

A nessuno viene in mente di vederla per quel che è: un fatto naturale.

Immaginate se facessero lo stesso per il primo taglio di barba di un figlio maschio o per la prima polluzione notturna:

  • “Complimenti ad Andrea, 14 anni, che stanotte ha fatto il suo primo sogno bagnato”.
  • “Il Sindaco e i consiglieri di Roccomallo celebrano con gioia il giovane Riccardo, 13 anni, che si è svegliato stamane con le mutande cartonate”.

Pensate che torte meravigliose verrebbero fuori.
(Verrebbero fuori è in assoluto la peggiore espressione per descrivere questa cosa. Scusate, ma mi ha fatto molto ridere)

Passiamo oltre, dicevo:
Chiacchierare di mestruazioni dovrebbe essere normale, non dovrebbe essere un argomento “speciale”. È un fatto, come diventare alti o avere l’ombelico, ma, soprattutto, deve essere una scelta personale: se tua figlia diventa “signorina” chiedi a lei a chi e in che modo dare la notizia. Se dice “nessuno” rispettala, anche se muori dalla voglia di raccontarlo, se dice “a tutti” chiedile se vuole un aereo con striscione o basta comunicare la notizia. È lei la protagonista. Solo le sue mestruazioni, le prime.

La povera Violetta non ha la voce per esprimere ciò che desidera, ma ho comprato un pacchetto di biscotti per cani, potrebbe avere bisogno di dolci, ogni tanto.

A tutte voi, invece, che le state aspettando, o che le avete da poco va il nostro abbraccio, vedrete che tra poco non ci penserete più, sarà tutto normale.

Vi si vuol bene marmocchie.

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